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| Atlante, dove il cielo si appoggia al corpo | ||
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| Sospesi sulle sdraio del giardino, in quel momento di confine tra crepuscolo e notte, osserviamo le stelle. Si chiude così la seconda sera del ritiro di meditazione Mente Cielo, progetto che porto avanti insieme a mio padre Antonio, trader e coach di mindfulness. | ||
| Siamo già al quarto ritiro, grati di poter accogliere praticanti esperti o alle prime esperienze, e di impegnarci a condividere e abitare il silenzio, lasciandogli spazio perché si stabilizzi dentro e intorno a noi. | ||
| Ogni volta partiamo dalle basi: postura e rilassamento. | ||
| Uno dei primi ostacoli dei meditanti è il dolore o l'intorpidimento del corpo, restio a sostare immobile per lunghi periodi, sul cuscino o sulla sedia. Il secondo è il caos di pensieri indisciplinati, una nube instabile e frammentata che si accende e si dissolve senza sosta. | ||
| Siamo abituati a distinguerli in maniera netta, ma corpo e mente si muovono come un unico sistema: una parte significativa dei nostri dolori nasce dalla tensione accumulata e dalla scarsa capacità di rilassarci a fondo. | ||
| Un corpo rilassato favorisce una mente rilassata, e una mente rilassata aiuta il corpo a distendersi: due aspetti che si influenzano continuamente. | ||
Nei ritiri Chan, prima di iniziare la meditazione seduta, impariamo a girare il collo guardando a destra e poi a sinistra, in alto e in basso, e infine compiendo rotazioni complete in senso orario e antiorario (ogni movimento per tre volte). Ho ripetuto questi esercizi sapendo che servivano a riportare il sistema nervoso verso uno stato di maggiore equilibrio, favorendo l’attivazione del sistema parasimpatico.
In particolare,
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| Il problema si pone quando la condizione di stress diventa abituale e viene mantenuta per lunghi periodi, senza reali fasi di recupero. | ||
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Sapete che il 72,7% dei giovani (18-24 anni) ha sperimentato sbalzi d’umore, il 71% sintomi depressivi e il 51,2% crisi di panico? Rapporto Italia 2024, Eurispes. |
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| Solo di recente ho approfondito il legame tra mobilità cervicale e stato della mente grazie al libro "Vago. Il mio nervo più importante" di Stanley Rosenberg. | ||
| Il nervo vago è il decimo nervo cranico e si estende dalla base del cervello fino all'addome, attraversando collo e torace. Innerva e contribuisce a regolare organi come cuore, polmoni, stomaco, intestino, fegato, reni. È il nervo principe del s.n. parasimpatico, centrale nella teoria polivagale dello psicologo Stephen Porges, che vi consiglio di approfondire. | ||
| Gli esercizi descritti sopra favoriscono un migliore allineamento dell'atlante (la prima vertebra cervicale, C1, su cui poggia il cranio, e della C2 sottostante. Contribuiscono quindi ad aumentare l'afflusso di sangue al tronco encefalico, da cui originano i nervi cranici, sostenendo il funzionamento ottimale del nervo vago e facilitando uno stato mentale più stabile, in cui il pensiero acquista maggiore morbidezza. | ||
| Rosenberg sostiene che non solo una postura sbagliata ma anche un solo pensiero negativo possa disallineare impercettibilmente C1 e C2. | ||
| Dieci piccoli muscoli collegano infatti l'osso occipitale, alla base del cranio, a C1 e C2: gli otto muscoli suboccipitali e i due muscoli retti della testa. Minime tensioni inappropriate in uno qualsiasi di questi dieci muscoli sono sufficienti a modificare la posizione reciproca di C1 e C2, influenzando la dinamica dei tessuti e la libertà di scorrimento delle strutture vascolari coinvolte nell’irrorazione del cervello. | ||
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Come tornare all'allineamento ottimale? Rosenberg consiglia un rapido esercizio che vi consiglio di praticare più volte nella giornata. |
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| L'esercizio si basa sulla connessione neurologica tra gli otto muscoli suboccipitali e quelli che muovono gli occhi, attraverso il sistema oculo-cervicale. Si procede così: | ||
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| È sufficiente poco per modificare stati di tensione e aprire lo spazio a una diversa configurazione interna. Se vi va, provate e fatemi sapere. | ||
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Grazie per la lettura. Ogni risposta sarà letta con attenzione e mettā (gentilezza amorevole). Chantal Lengua |
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