La Tazza Vuota #18 - Gettare via il copione

Intestazione La Tazza Vuota
Gettare via il copione
 
La Tazza Vuota #18 17 Luglio 2026
Nella società, regole e leggi disciplinano il nostro vivere insieme. Nell'individuo, istruzioni e comandi vengono introiettati per capire come dovrebbero andare le cose, quali scelte sono giuste e quali sbagliate.
Il nostro cervello è una macchina predittiva straordinaria: crea schemi, mappe abitudinali e stabilisce categorie. Quando ottiene una nuova regola, la fa sua, e ci aderisce strettamente per questioni di risparmio energetico.
Ma la realtà non legge i nostri manuali. È fluida, e in costante mutamento.
«Il segreto del Sōtō Zen sta tutto in due parole: "Non sempre così". Oh, scusate, tre parole. In giapponese, due parole. Questo è il segreto dell'insegnamento. Potrebbe essere così ma non sempre è così.»
- Shunryū Suzuki Roshi, da "Lettere dalla vacuità"
Il Roshi (lett. “vecchio maestro) Shunryū Suzuki giunse a San Francisco nel 1959 e fu una figura cruciale nella diffusione dello Zen nella società occidentale. Uno dei problemi che si trovò ad affrontare fu il rigido incasellamento degli occidentali in regole e concetti, che impediva loro di rispondere in accordo a ciò che la realtà richiedeva anche quando significava andare oltre una regola appresa in precedenza.
Cosa significa?
Quando affrontiamo il momento presente basandoci su una regola stiamo attuando un pregiudizio — lett. un "giudizio anticipato" — che ci impedisce di rispondere al momento presente così come esso richiede.
Nel suo libro, il Roshi racconta con ironia di quando, al monastero di Eiheiji, veniva costantemente sgridato dal suo maestro.
II modo abituale di aprire le porte scorrevoli è aprire quella di destra, ma quando aprivo la porta così venivo sgridato: «Non aprirla così! Non da quella parte!». La mattina dopo, dunque, l'aprivo dall'altra parte, e mi beccavo un'altra sgridata. Tempo dopo scoprii che il giorno che avevo aperto la porta destra, l'ospite che era con lui si trovava alla sua destra, dunque avrei dovuto aprire l'altra porta: prima di aprire la porta avrei dovuto stare attento a scoprire da quale lato stava seduto l'ospite.
Un altro esempio riguarda li tè. Quando serviva il tè al maestro, era abitudine riempirgli la tazza all'ottanta per cento perché così lo preferiva. Ma quando fece lo stesso con degli ospiti, venne ripreso: agli ospiti doveva essere versato nel modo tradizionale.
Non esiste una regola universalmente corretta; esiste solo la scelta idonea a questo particolare momento.
I concetti astratti e le regole generali servono solo quando non abbiamo tempo, o presenza mentale a sufficienza, per guardare la realtà da vicino e con gentilezza.
Vivere momento per momento richiede il coraggio di gettare via il copione.
Questa stessa aderenza totale, priva di schemi precostituiti, ha un riscontro anche quando la pressione è massima. La riprende il maestro Chan Guo Ru (qui il bellissimo libro gratuito), raccontando la storia di Wang Jianmin, il lanciatore taiwanese degli Yankees che stabilì un record di 19 vittorie consecutive. Di fronte alla pressione devastante dei lanci, Wang riusciva a non farsi influenzare, riferendo solo: «Sul monte di lancio guardo soltanto il ricevitore e il suo guantone, e lancio una palla alla volta.»
Wang Jianmin azzerava i pregiudizi sul valore dell'avversario o sull'importanza della partita.
E rispondeva al presente adattando il movimento all'istante, fluido e tutt'uno con la realtà.
Il maestro Guo Ru ci ricorda che questa stessa attitudine si applica alla quotidianità, per esempio quando torniamo a casa stanchi e dobbiamo affrontare le lamentele del coniuge. Il nostro schema mentale precostituito, il pregiudizio su come "dovrebbe" andare la serata, crea immediatamente reattività e attrito.
In quel preciso momento, puoi scegliere di "non applicare la regola". Puoi rinunciare a discutere con la realtà. Semplicemente, lavati le mani. Sii una cosa sola con l'acqua, con il sapone, con il qui e ora.
- Ven. Maestro Guo Ru
«Ecco il significato di "resa" [...] Continuate a trovare voi stessi, attimo dopo attimo, senza perdervi restando attaccati a una particolare regola o concetto afferma Suzuki Roshi.
Qui "resa" significa non perdersi restando attaccati a un'opinione, a un dogma o a un'aspettativa. La vera consapevolezza ci restituisce la libertà di rispondere a ogni causa e a ogni effetto in modo limpido.
Quando la mente è abbastanza robusta da scordare le sue narrazioni rigide, sperimenta il vuoto e la tranquillità: diviene la base per contemplare l'esistenza transitoria e meravigliosa, permettendoci di rispondere alla vita, attimo dopo attimo, così come essa richiede davvero.
 
Grazie per la lettura.
Ogni risposta sarà letta con attenzione e mettā (gentilezza amorevole).

Chantal Lengua
 
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