|
||
| Oltre i fuochi d'artificio | ||
|
|
||
|
||
| Prima dei ritiri di meditazione c'è sempre una miscela di trepidazione e aspettativa: a volte si inizia a compilare una To do list che speriamo di riuscire a smarcare e superare. Se abbiamo avuto esperienze importanti in passato, vorremmo riprovarle: sensazioni di grande pace, movimenti energetici intensi, assorbimenti profondi, e altro ancora. | ||
| Se non riusciamo a raggiungerle, sentiamo che abbiamo sbagliato e che il ritiro non è andato come speravamo. Se ci siamo riusciti, le esponiamo internamente come medaglie che provano il nostro avanzamento. | ||
|
«Le esperienze di picco non sono l'obiettivo della meditazione. Nessuna esperienza lo è.» Ajahn Jayasāro, monaco Theravada. |
||
| Noi esseri umani siamo affascinati (e incatenati) dai raggiungimenti, e questo non riguarda solo la meditazione. La nostra mente, soprattutto in una cultura che misura il valore attraverso i risultati, è orientata al traguardo: obiettivi da raggiungere, livelli da superare, stati da ottenere. | ||
|
Anche la vostra vita sta diventando sempre più simile a una 'To do list'? |
||
| La meditazione non funziona così. E neanche la vita. Spesso viviamo come se fossimo sempre in preparazione a qualcosa, spostando continuamente l'attenzione su ciò che dobbiamo fare o ci manca. Quanto tempo dedichiamo al silenzio esterno ed interno, alla pausa, alla presenza? Anche nella frenetica vita lavorativa è possibile: non è necessario essere in vacanza. | ||
| La chiave non è avere meno obiettivi e meno cose da fare, ma non lasciare che tutto diventi un obiettivo. | ||
| Quando riduciamo vita e/o meditazione a una To do list, la stiamo inconsapevolmente piegando alla logica dell’io che accumula e confronta. Potremmo sentirci efficienti, ma a lungo andare rischiamo di sentirci vuoti, sovraccarichi o di chiederci quale sia il vero senso di ciò che facciamo. | ||
| Come accade quando inseguiamo solo gli stati piacevoli o i fuochi d’artificio che abbiamo letto o sperimentato, così nella vita veniamo trascinati da una mente che rincorre ciò che desidera (attaccamento) ed evita ciò che non vuole sentire (avversione), classificando le esperienze in caselle da spuntare. | ||
|
Se siamo stati bravi ed efficienti la memoria registra un segno di approvazione; altrimenti, una nota di mancanza. E il nostro valore sale o scende. Ma chi detta le regole? |
||
| Noi stessi, o meglio, un vecchio software che sta girando in noi: un giudice interiore, il Super-io freudiano, l'istanza normativa formatasi interiorizzando divieti e aspettative di figure genitoriali e ambiente culturale. | ||
| Questa parte di noi può diventare preponderante e sabotante, manifestandosi anche in modi sottili e socialmente accettati. È operativa se abbiamo: | ||
|
||
| Nelle newsletter precedenti ho già riportato la formula dell'insoddisfazione umana (duḥkha, sanscr.) per cui sofferenza = esperienza presente + reazione dei nostri schemi mentali. | ||
| Il giudice interiore è uno di questi schemi: misura azioni e pensieri filtrandoli attraverso categorie che nel Buddhismo sono legate alle “otto preoccupazioni mondane”. | ||
Esse sono quattro coppie di opposti attraverso cui operiamo nel mondo:
|
||
| Pensateci: quanto spesso agiamo o pensiamo fuori da questa matrice? Lo facciamo con la beneficienza, aiutando gli altri senza aspettarci gratitudine o riconoscimento, o accettando lo spiacevole senza amarezza. L'illuminato, il saggio, colui che ha realizzato la propria libertà, opera sempre al di fuori di questa gabbia. | ||
|
«Desiderare ardentemente un'esperienza di picco significa perdere di vista l'obiettivo.» Ajahn Jayasāro |
||
| L'obeittivo è uscire da quella griglia, i cui carcerieri sono il giudice interiore e gli altri nostri schemi mentali, preconcetti, pregiudizi e automatismi limitanti. Solo così i fuochi d’artificio smettono di essere eventi rari da inseguire e diventano la quotidianità: il continuo emergere di un’esperienza presente di libertà, equilibrio e chiarezza interiore. | ||
| Ma per ora, essendo quasi Capodanno, godiamoci anche quelli veri :) | ||
|
|
||
|
P.S. Segnalo il quiz inglese gratuito di Positive intelligence in cui identificare quali sfaccettature del giudice interiore sono dominanti in noi
(evitante, controllore, vittima, iper-achiever...). Come sempre, ogni vostra risposta a queste mail sarà letta con attenzione e mettā (gentilezza amorevole). Chantal Lengua |
||
|
|
||
|
Ricevi questa email perché ti sei iscritto alla newsletter di mindfulness La Tazza Vuota. → → Trova le edizioni passate sul mio sito, dove potrai invitare un amico a iscriversi e leggere i miei racconti di narrativa. |