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| Le favolose non-cose | ||
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| Viviamo in un mondo fatto di oggetti e il linguaggio che usiamo è la mappa invisibile che ci ha addestrati a tracciare confini netti tra essi. | ||
| Un tavolo è un tavolo. Una mano è una mano. | ||
| Ma questo è solo uno dei possibili modi di interpretare la realtà. Per esempio, nel cinese antico la solidità è considerata un'abitudine percettiva, un’idea che richiama in modo sorprendente le intuizioni della fisica quantistica. | ||
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La realtà non è un insieme di entità separate, ma un tessuto di relazioni in continuo mutamento. Le forme appaiono, durano, si dissolvono. |
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| Questa impermanenza della realtà, il panta rei di Eraclito, è reso in sanscrito con il termine anitya (anicca in pali). Ciò che chiamiamo “oggetto” non è che una pausa nel flusso, una configurazione temporanea che la mente impara a riconoscere e ritrovare. | ||
| Il cinese classico riflette questa visione del mondo tramite termini con significato sia nominale sia verbale, come: | ||
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| Le "cose" non sono entità separate, ma momenti temporanei che emergono dalla realtà dinamica. | ||
| Famoso il koan - frase rompicapo giapponese usata per stimolare la consapevolezza - "Quando un pugno si apre, dove va il pugno?". | ||
| Un occidentale risponderebbe che non c'è più, un orientale che non è andato da nessuna parte, ma che è una diversa configurazione della realtà precedente, il suo movimento successivo, parte del suo flusso stesso. | ||
| Perché ci interessa, questo? | ||
| L’uomo non fa eccezione: non è un'identità fissa, ma un flusso di condizioni temporanee – corpo, ruoli, relazioni, ambiente –, un equilibrio che muta costantemente. | ||
| La persona che pensa «sono ansiosa» (o «sono avida, arrogante…») vive l’ansia come una caratteristica stabile, quasi fosse incollata alla propria identità. Se invece la osserva come un processo, diventa possibile disidentificarsene: l’ansia non è più appiccicata addosso, ma un evento con un inizio, una durata e una fine. E quali elementi lo costituiscono? Tensione nel corpo, accelerazione del respiro, immagini anticipate, pensieri ripetitivi? L’ansia, divenuta una sequenza impermanente (di nuovo, anitya), mostra le sue componenti, perde autorità e diventa modificabile. | ||
| Lo stesso vale per ruminazione e over-thinking: pensieri che sembrano entità conclusive - “è colpa mia”, “andrà sempre così” - se liberati, perdono solidità, mostrandosi transitori. | ||
| La mente e le sue manifestazioni (pensieri, emozioni) sono solo processi in corso: non ci definiscono "più che uno starnuto" (cit. Ajahn Jayasāro). | ||
| Ciò che chiamiamo “io” emerge insieme alle condizioni della vita e cambia con esse. Come il pugno che si apre, l'io è una configurazione momentanea. | ||
| Questo modo di vedere il mondo è fortemente liberatorio perché depotenzia tutte le credenze che abbiamo reificato nei decenni. | ||
| L’identità personale diventa più leggera: meno qualcosa da difendere o che ci imprigiona, più una storia in corso, una pagina riscrivibile a piacimento. | ||
| “Ma io sono pigro, è un dato di fatto”, potresti obiettare. Cos’è la pigrizia? È un flusso: sensazioni corporee, impulsi, abitudini, schemi mentali. Smettendo di reificarla come caratteristica definitiva e osservandola come processo da accogliere e comprendere, puoi lasciarla andare. | ||
| Abitiamo in un mondo di non-cose, di movimenti e interrelazioni. | ||
| Quello davanti a te non è solo un oggetto-tavolo, ma un momento del mondo che si manifesta in relazione a te e all'ambiente: prima cresceva in natura, ora si trova davanti a te, con quella luce che lo illumina, con quella temperatura, con il filtro sovraimposto del tuo stato d'animo mentre lo osservi. Di mattina è un tavolo diverso da quello che è al tramonto: ha un colore diverso, evoca sensazioni diverse. Lo sapeva bene Monet, che cercava l'istantaneità, il qui-e-ora, quando ha dipinto le 50 tele della Cattedrale di Rouen. | ||
| Percepita così, la realtà non può che acquisire un senso di profonda meraviglia, tanto quella esteriore quanto, sorprendentemente di più, quella interiore. | ||
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Grazie per la lettura. Ogni risposta sarà letta con attenzione e mettā (gentilezza amorevole). Chantal Lengua |
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